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La futura moto Yamaha R9: tutto quello che c’è da sapere su questo nuovo modello

Il CP3 da 890 cm3 in un telaio Deltabox alleggerito, un'elettronica derivata dal MotoGP e un prezzo di 13.999 euro: la Yamaha R9 non cerca di sostituire la R1, ma di occupare un segmento che…

Nouvelle Yamaha R9 sportive sur circuit de course avec carénage aérodynamique bleu et noir

Il CP3 da 890 cm3 in un telaio Deltabox alleggerito, un’elettronica derivata dal MotoGP e un prezzo di 13.999 euro: la Yamaha R9 non cerca di sostituire la R1, ma di occupare un segmento che nessuno ha tenuto da quando è stata ritirata la R6. Resta da determinare per quale profilo di pilota questa architettura tricilindrica superi realmente le alternative.

CP3 890 cm3 contro quattro cilindri 600: il vero arbitraggio tecnico in pista

Il tre cilindri in linea CP3 sviluppa 119 CV e 93 Nm. Sulla carta, la coppia disponibile già a metà regime schiaccia quella di una vecchia 600 a quattro cilindri che richiedeva di vivere sopra i 10.000 giri/min per esistere. In uscita da una curva stretta, questa disponibilità cambia le carte in tavola per un pilota di track-day intermedio.

Osserviamo che il CP3 perdona gli errori di rapporto in ingresso curva, dove una 600 sanzionava immediatamente un rapporto troppo lungo con un’assenza totale di ripresa. Per un pilota che accumula tre o quattro giornate in pista a stagione, questa tolleranza meccanica riduce il carico mentale e accorcia la curva di apprendimento.

Al contrario, un pilota esperto in competizione club troverà un limite: la fascia di potenza, meno affilata rispetto a un quattro cilindri ad alto regime, limita il potenziale cronometrico puro oltre un certo livello. Comprare una R1 usata per lo stesso budget rimane pertinente se l’obiettivo è il tempo sul giro, non la progressione.

Le informazioni disponibili su la futura Yamaha R9 moto confermano che Yamaha ha orientato questo progetto verso l’accessibilità sportiva piuttosto che la performance assoluta.

Pilota in piena curva su una Yamaha R9 durante un test in pista

Elettronica Yamaha R9 e Y-TRAC: oltre il gadget di marketing

Il pacchetto elettronico a bordo merita attenzione. Il Yamaha Ride Control riunisce controllo di trazione, anti-wheelie, controllo di slittamento e modalità motore, il tutto configurabile individualmente. Non è un semplice selettore “pioggia/sport/corsa”: ogni parametro si regola su più livelli.

Il contributo più sottovalutato è Y-TRAC, il sistema di telemetria connessa. Permette di registrare i dati di guida (angoli, accelerazioni, punti di frenata) e di analizzarli dopo la sessione. Per un pilota che vuole progredire metodicamente in track-day, è uno strumento di coaching a bordo.

  • Controllo di trazione regolabile su più livelli, disattivabile per i piloti esperti che vogliono gestire lo slittamento manualmente
  • Anti-wheelie configurabile, utile in uscita da una chicane stretta dove il CP3 spinge forte a metà regime
  • Y-TRAC per l’analisi post-sessione: angoli di inclinazione, tempi settoriali, punti di frenata confrontati giro per giro
  • Modalità motore personalizzabili che permettono di dissociare la risposta dell’acceleratore dal livello di intervento degli aiuti

Dal momento in cui un pilota utilizza attivamente questi dati per correggere le sue traiettorie, la R9 diventa più formativa di una R1 usata priva di questo strato di analisi. È il livello di pratica che determina la pertinenza della macchina, non la potenza bruta.

Telaio Deltabox e parte ciclo: comportamento reale in curva

Il telaio Deltabox in alluminio della R9 è annunciato come il più leggero mai montato su una supersport Yamaha. Con 195 kg a serbatoio pieno, la macchina si colloca in una categoria di peso aggressiva per un 890 cm3.

I test convergono su un punto: la R9 è molto agile all’ingresso in curva e tollerante quando il pilota arriva un po’ troppo veloce. Questo comportamento rassicura un pilota in progresso. La forcella e l’amortizzatore KYB completamente regolabili permettono di adattare la macchina al proprio peso, livello e al tracciato del giorno.

La stabilità percepita è invece descritta come meno stoica rispetto a quella di una Honda CBR600RR in circuito. Su un tracciato veloce con lunghe curve ad alta velocità, il tre cilindri trasmette maggior feedback al pilota, il che richiede un maggiore impegno fisico. Per un pilota occasionale in pista, questo comportamento vivace è un vantaggio. Per un concorrente, è un parametro da integrare.

Freni Brembo Stylema e dischi da 320 mm

Il master cilindro anteriore Brembo associato agli attuatori Stylema e ai dischi da 320 mm colloca la R9 al livello delle sportive di alta gamma in termini di frenata. La potenza di decelerazione è ampiamente sufficiente per un uso misto strada-pista.

Il feeling alla leva, progressivo e potente, consente di frenare tardi senza sorprese. È un aspetto su cui Yamaha non ha fatto compromessi di budget, e questo si percepisce immediatamente.

Yamaha R9 esposta in concessionaria moto con vista di profilo su pavimento in cemento lucido

Yamaha R9 su strada: una sportiva che non punisce nella vita quotidiana

Con un serbatoio da 14 litri e una posizione di guida descritta come meno estrema rispetto a quella di una R1, la R9 rimane utilizzabile per uscite su strada. La sella, pur non essendo un divano, non trasforma ogni tragitto in una seduta di allenamento lombare.

Il vero argomento stradale del CP3 è la sua elasticità ai bassi regimi. In città o su strade provinciali tortuose, il motore accetta di girare a regimi modesti senza strappi. Le modalità motore più dolci smussano sufficientemente la risposta dell’acceleratore per un uso quotidiano.

Il carenaggio aerodinamico con alette, ereditato dal design MotoGP, genera carico ad alta velocità ma non è ingombrante nel traffico urbano. La larghezza rimane contenuta e la manovrabilità a bassa velocità non presenta difficoltà particolari.

R9 o R1 usata: quale scelta in base al profilo del pilota

Per un motociclista che partecipa a due o quattro track-day all’anno e utilizza la sua moto su strada il resto del tempo, la R9 nuova a 13.999 euro offre un pacchetto più coerente rispetto a una R1 usata allo stesso budget. Garanzia del costruttore, elettronica aggiornata, telemetria Y-TRAC e consumabili nuovi pesano nella bilancia.

Per un pilota che punta alla competizione club con tempi di riferimento, la R1 usata conserva un vantaggio in potenza bruta e stabilità ad alta velocità. Il quattro cilindri in linea rimane superiore oltre un certo livello di prestazioni, ma la manutenzione e l’affidabilità di una macchina con chilometraggio aggiungono una variabile di budget non trascurabile.

Il posizionamento della R9 non si comprende come una sostituzione ma come una proposta differente: progredire tecnicamente con uno strumento moderno piuttosto che gestire la potenza bruta di una macchina progettata per il Superbike.

La futura moto Yamaha R9: tutto quello che c’è da sapere su questo nuovo modello